Un nuovo brand territoriale: “Altamura, Città della musica di Saverio Mercadante”

Saverio Mercadante, opera dell’artista siciliano Lorenzo Maria BottariAltamura non è più soltanto la “Città del Pane”.
Oggi, grazie a un progetto culturale ambizioso, Altamura aspira a diventare anche la “Città della Musica” nel nome di Saverio Mercadante, tra i più illustri compositori dell’Ottocento italiano.
A lanciare questo nuovo brand identitario è l’Associazione culturale “Leone Murgiano”, da anni impegnata nella valorizzazione dell’eredità artistica del Maestro altamurano. L’idea, già germogliata nel 2021 durante la prima edizione del Festival delle Musiche Mercadantiane, fu accompagnata dalla presentazione di un bozzetto realizzato dal M° Mimmo Laterza per un futuro monumento dedicato a Mercadante, da collocare nei pressi della chiesa di San Biagio.
Oggi lo slogan “Altamura, città della musica di Saverio Mercadante” si propone come nuova immagine ufficiale della città, con la possibilità di essere adottato nella cartellonistica agli ingressi urbani. Un messaggio chiaro, forte e ambizioso, capace di raccontare l’identità culturale di un territorio in continua evoluzione.

Un progetto che guarda lontano
Alla guida di questa trasformazione c’è il Cav. Dott. Giovanni Mercadante, giornalista, scrittore e fondatore dell’Associazione “Leone Murgiano”, oltre che ideatore del Festival delle Musiche Mercadantiane, avviato nel 2020. L’obiettivo è sempre stato uno: restituire centralità e visibilità alla figura di Mercadante, valorizzandone l’eredità musicale nel contesto contemporaneo.
Dal 2020 a oggi il Festival ha conosciuto una crescita costante, passando dalle prime edizioni sperimentali del “Gruppo Pro Mercadante” alle edizioni ufficiali del 2022, 2023 e, più recentemente, quella del 2025. Quest’ultima ha proposto una programmazione ricca e articolata, con concerti itineranti da febbraio ad aprile, culminati il 14 maggio in un evento conclusivo al Teatro Mercadante, andato sold out.
Musica e territorio
A luglio, il festival ha ampliato i suoi orizzonti, fondendo musica e tradizione rurale con due eventi in location d’eccezione: la Masseria dei Conti Filo e la storica Masseria di Jesce, lungo l’antica Via Appia. In questi contesti suggestivi, la musica popolare ha conquistato il pubblico con brillantezza e intensità emotiva, registrando un altissimo indice di partecipazione.
“Il pane ha ormai fatto la sua strada nel mondo. Ora ho un sogno — parafrasando Barack Obama — ed è quello di fare di Altamura la Città della Musica di Saverio Mercadante”, ha dichiarato Giovanni Mercadante.
“Un progetto che può diventare realtà solo se la città saprà unirsi in un afflato corale, superando individualismi e divisioni.”
Un sogno condiviso
A sostenere il presidente c’è un gruppo compatto e motivato:
–Avv. Pierfrancesco Viti, vicepresidente;
-M° Giuseppe Basile
-Soprano Rosa Simone
-Dott.ssa Imma Tedeschi
Insieme costituiscono l’anima operativa dell’associazione, portando avanti con passione e continuità un progetto che ambisce a trasformare Mercadante in un vero e proprio brand culturale, complementare al già consolidato titolo di “Città del Pane”.
Tra cultura, turismo e identità
L’obiettivo è quello di posizionare Altamura come Capitale della Murgia, valorizzando il proprio patrimonio musicale nel quadro di una strategia territoriale più ampia, anche in sinergia con la candidatura di Gravina in Puglia a Capitale Italiana della Cultura 2028.
In questa direzione si inserisce la recente nomina del M° Giuseppe Basile ad “Ambasciatore della musica di Saverio Mercadante nel mondo”. Figura di spicco nel panorama musicale internazionale — compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e direttore artistico — Basile rappresenta un ponte autorevole tra Altamura e il mondo.
L’identità si costruisce (anche) con la musica
In un’epoca in cui molte realtà locali faticano a definire la propria identità, Altamura sembra aver ritrovato un filo conduttore autentico: la musica, la memoria storica, la visione collettiva.
Perché se il pane nutre il corpo, è la musica a nutrire l’anima di una comunità.